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Ci si innamora delle persone sbagliate perché quelle giuste sono già impegnate con le altre persone sbagliate

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Debutto oggi in radio con il mio primo singolo “Dopo Di Te”

Cari amici,

Esce oggi in radio “Dopo Di Te“, che oltre a essere la traccia d’apertura, è il singolo scelto per il lancio del mio primo album. Una power ballad caratterizzata da un vestito dance ma dai contenuti tutt’altro che spensierati, binomio poi riportato nel videoclip (diretto dalla giovane regista Giovanna Tralli) che ne accompagna l’uscita. Racconta della fine di una storia, e di quanto sia importante imparare a chiudere certi capitoli.

Si tratta di una canzone cresciuta e maturata con me, in questi anni. Sentivo di doverle ancora qualcosa. E «» non è più solo una persona, ma un concetto più universale: si estende oltre le mie vicissitudini, arrivando nelle vite degli altri, e incarnando quel passato dal quale tutti dovremmo imparare a distogliere lo sguardo, perché – se glielo permetti – la vita ha sempre qualcosa di meraviglioso da offrirti; basta guardare nella direzione giusta.

Nel 2012, proprio con una prima versione di “Dopo Di Te“, sono stato premiato nell’ambito della manifestazione Area Sanremo come uno degli otto migliori artisti emergenti italiani.

Sempre da oggi, potrete preordinare “Dopo Di Te ” e l’intero album “Nella Stanza” su iTunes seguendo questo collegamento: https://itunes.apple.com/it/album/nella-stanza/1386081454 mentre dal 15 Giugno – data dell’uscita ufficiale – sarà disponibile anche su tutti gli altri webstore (Amazon, Google Play, etc.) e ovviamente su Spotify (aggiungetemi alle vostre playlist)!

A breve scriverò riguardo l’anteprima in esclusiva del videoclip e vi racconterò nel dettaglio – un po’ con calma come piace a me – delle tracce che compongono questo primo sudatissimo lavoro discografico. Mi sento particolarmente legato ai lettori di questo blog: è stata una piattaforma importante per me, e ho incontrato qui persone dalla splendida sensibilità. Spero sosterrete le mie parole in musica!

L’ufficio stampa ha diffuso un po’ ovunque il comunicato sull’uscita del brano, potete – ad esempio – trovarlo qui: http://meiweb.it/2018/05/24/in-radio-e-in-pre-order-dopo-di-te-il-singolo-di-debutto-di-andrea-devis/ 

DopoDiTeCopertina.jpg

 

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Senza filtro

Va bene, non voglio esordire con una di quelle frasi tipo “si stava meglio quando si stava peggio”; innanzitutto perché trent’anni sono un po’ pochi per millantare un’esperienza da anziano uomo di mondo, e poi perché è semplicemente troppo facile lamentarsi opinando su un passato che a conti fatti nemmeno abbiamo vissuto a pieno. Questa è l’epoca di internet, dove la gente trascorre il tempo in un non-luogo chiamato web, nel tentativo (spesso vano) di stringere legami tutto meno che virtuali. Abbiamo un mezzo potentissimo: si può andare ovunque e raggiungere chiunque, eppure le persone finiscono per allontanarsi sempre più l’una dall’altra. Tra un social network e una porno app per il telefono, tra una foto filtrata e un retweet, ci dimentichiamo dell’importanza del contatto. E degli sguardi.

Mi è arrivato un suo messaggio sull’iPhone: si tratta di una mia foto, scattata dall’altro lato della strada. “Sei tu?” mi chiede. “Sì che sono io”, rispondo. Passa un po’ di tempo, e mentre cammino sotto al portico della palestra, incrocio uno sguardo che mi sembra di aver già visto, ma probabilmente mi sbaglio: troppo spesso fantastico su gente che in realtà non conosco affatto. Proseguo. L’altro ieri vado a pranzo nel solito posto, che ha un’insalata vegana niente male. Aspetto un amico vicino all’ingresso, mentre la cameriera prepara il tavolo. Il solito viavai di gente, la solita Milano della pausa pranzo, i miei soliti pensieri. Finisco l’insalata, scambio due chiacchiere e mi dirigo verso lo studio di C., per dare un’occhiata alle nuove opere che sta preparando per la sua mostra. “Ti ho visto ancora, eri fermo all’ingresso del ristorante, oggi, a pranzo” mi scrive in un altro messaggio. Rispondo. “Frequentiamo gli stessi posti, abitiamo vicini… perché non ci conosciamo sul serio? Così magari dopo potrai anche alzare lo sguardo e salutarmi quando mi vedrai in giro”, perché so che capiterà di nuovo.

Ammetto che un po’ mi piace. Certo, va sempre a finire malissimo, ma a me la seduzione piace. È quella che oggi manca nei rapporti. Tutto troppo facile, troppo diretto e con pochi filtri (escludendo ovviamente quelli di instagram).

È ormai vecchia di mesi, ma ripenso un po’ alla mia ultima cotta, in questi giorni. Non perdo mai la testa. Mai. Forse è stata la seduzione a fregarmi. La seduzione implicita, ovvero le parole bloccate tra le labbra chiuse e quelle irrimediabilmente scivolate dagli occhi; la musica che racconta e che dice troppo, e quelle fottutissime mani che sapevano sempre come prendermi e che -forse involontariamente- mi davano ogni volta l’impressione che non volessero più lasciarmi andare.

Guardiamoci di più negli occhi, e smettiamola di aver paura.