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Ci si innamora delle persone sbagliate perché quelle giuste sono già impegnate con le altre persone sbagliate

Tag: andrea devis

Canzoni nude

Continua la promozione per il mio sudatissimo debutto discografico, e questa volta – a poca distanza dall’uscita del secondo singolo Zucchero Di Canna Nel Caffè (Soli A Metà) – mi sono prodigato insieme ad Edoardo Morelli nella rivisitazione di quattro brani tratti dall’album. Infatti, sono già disponibili sul mio canale YouTube due video, ai quali ne seguiranno altri, ogni venerdì (anticipati da una piccola clip su Instagram).

Le canzoni che funzionano, devono il loro successo a svariate componenti, non sempre legate ai contenuti o alla scrittura del pezzo. Quando un artista indipendente produce un album, lo fa cercando di racchiudere in un numero variabile di tracce la sua storia. Nella Stanza è proprio questo: un contenitore di brani scritti semplicemente per necessità, senza pensare a un genere o a un fine, e soprattutto senza la pretesa di piacere a tutti i costi.

Il mio primo singolo – Dopo Di Te – è una power ballad che deve molta della sua personalità all’arrangiamento sfacciatamente anni ‘80, e all’uso della cassa quasi dance che crea un’eccitazione costante fin dalle prime battute. Per gioco, un giorno abbiamo provato a riproporla in una versione minimale – chitarra e voce – accorgendoci che il pezzo funzionava comunque, e pure bene. E se è vero che le canzoni hanno una loro anima, non è mai stata più a nudo.

Potete ascoltare Nella Stanza in streaming su Spotify o scaricarlo su iTunes e tutti gli stores digitali.

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In anteprima esclusiva su All Music Italia il video del mio primo singolo

Questa mattina su All Music Italia è uscito in anteprima esclusiva il video del mio singolo di debutto, “Dopo Di Te”. Il videoclip è stato diretto dalla mia amica regista Giovanna Tralli. È un piccolo passo, ma sono felice. Potete trovarlo qui: http://www.allmusicitalia.it/news/anteprima-video-andrea-devis.html

La canzone fa parte del mio primo album, “Nella Stanza”, dove ogni brano racconta una storia. Una miscela di pop con elementi presi in prestito da altri generi, come il Gospel, l’elettronica e il R&B.

C’è sempre uno spunto biografico nei testi del disco: attingo dalle mie esperienze o dalle vite degli altri, ma quando racconto una storia non lo faccio mai a senso unico. “Dopo Di Te” ne è un esempio. Nell’inciso canto: “senza di te non c’è più futuro è un salto nel buio” riportando a quello stato di confusione e incertezza tipico delle relazioni ormai giunte al termine, e al tempo stesso ancora presenti. Onestamente credo sia inverosimile pensare che senza l’amore non esista futuro o che tutto sia una spaventosa incognita, ma con la mia canzone ho desiderato raccontare di una delle tante facce del sentimento – “te” non è una persona – è solo un personaggio del mio racconto, non ha volto e non ha una collocazione, si propone in maniera neutra affinché ognuno possa identificarlo con chi vuole. Ci sono altri brani – come ad esempio “Zucchero Di Canna Nel Caffè” (ironicamente sottotitolata “Soli A Metà”) – dove racconto di una coppia che ha smesso di comunicare, di persone che hanno smesso di guardarsi. Si tratta di una miscellanea di parole che non ha me come protagonista, perché a volte un cantautore è semplicemente un narratore.

Debutto oggi in radio con il mio primo singolo “Dopo Di Te”

Cari amici,

Esce oggi in radio “Dopo Di Te“, che oltre a essere la traccia d’apertura, è il singolo scelto per il lancio del mio primo album. Una power ballad caratterizzata da un vestito dance ma dai contenuti tutt’altro che spensierati, binomio poi riportato nel videoclip (diretto dalla giovane regista Giovanna Tralli) che ne accompagna l’uscita. Racconta della fine di una storia, e di quanto sia importante imparare a chiudere certi capitoli.

Si tratta di una canzone cresciuta e maturata con me, in questi anni. Sentivo di doverle ancora qualcosa. E «» non è più solo una persona, ma un concetto più universale: si estende oltre le mie vicissitudini, arrivando nelle vite degli altri, e incarnando quel passato dal quale tutti dovremmo imparare a distogliere lo sguardo, perché – se glielo permetti – la vita ha sempre qualcosa di meraviglioso da offrirti; basta guardare nella direzione giusta.

Nel 2012, proprio con una prima versione di “Dopo Di Te“, sono stato premiato nell’ambito della manifestazione Area Sanremo come uno degli otto migliori artisti emergenti italiani.

Sempre da oggi, potrete preordinare “Dopo Di Te ” e l’intero album “Nella Stanza” su iTunes seguendo questo collegamento: https://itunes.apple.com/it/album/nella-stanza/1386081454 mentre dal 15 Giugno – data dell’uscita ufficiale – sarà disponibile anche su tutti gli altri webstore (Amazon, Google Play, etc.) e ovviamente su Spotify (aggiungetemi alle vostre playlist)!

A breve scriverò riguardo l’anteprima in esclusiva del videoclip e vi racconterò nel dettaglio – un po’ con calma come piace a me – delle tracce che compongono questo primo sudatissimo lavoro discografico. Mi sento particolarmente legato ai lettori di questo blog: è stata una piattaforma importante per me, e ho incontrato qui persone dalla splendida sensibilità. Spero sosterrete le mie parole in musica!

L’ufficio stampa ha diffuso un po’ ovunque il comunicato sull’uscita del brano, potete – ad esempio – trovarlo qui: http://meiweb.it/2018/05/24/in-radio-e-in-pre-order-dopo-di-te-il-singolo-di-debutto-di-andrea-devis/ 

DopoDiTeCopertina.jpg

 

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Dagli orifizi agli orefici

Una volta fare del sesso al primo appuntamento era considerata una cosa sconveniente. C’era questa regola secondo la quale se ti interessava una persona, era meglio non andarci subito a letto. Per prudenza, per non dare un’idea sbagliata di te e delle tue intenzioni. La maggior parte delle volte la faccenda si risolveva probabilmente con una prevedibile, colossale, fregatura. Sì, perché se da una parte l’erotismo e la seduzione sono in buona percentuale fatti di attesa e fantasia, dall’altra, l’essere umano non può vivere di voli pindarici, e ha bisogno di certezze. Non esiste una reale connessione tra tempo, sesso e storie a lungo termine, ma chi desidera al proprio fianco una persona – e una soltanto – per buon senso, dovrebbe quanto prima accertarsi della qualità carnale della combinazione. Non per tutti ha la stessa importanza, no, certo.
Curiosa è sicuramente l’attitudine di alcuni che – innamoratissimi – dopo una tanto attesa notte di (auspicata ma non pervenuta) passione, si ritrovano nella merda, senza sapere bene come fare per archiviare il caso. Si può ritentare, ma qui non c’entra la bravura. Serve essere il giusto addendo in un’addizione dove il risultato non può essere un’incognita.

Lo definirei romanticismo postmoderno. Quella voglia di perderti negli occhi di chi hai di fronte, magari sfiorarsi quasi inavvertitamente per sentire l’elettricità che si genera. Silenzi concavi, vuoti come i nastri vergini su cui registravamo la musica, apparentemente sconnessa, ma che ancora oggi non comporremmo con un ordine diverso. E le mani, convesse, prominenti, sempre desiderose di afferrarsi, magari in un abbraccio o a testimonianza di una non-assenza.
Il silenzio, è erotismo. Lui e la sua mutevole natura, delicata, fragile. Da rompere con i sospiri, o magari da lasciare immacolato, o ancora da frantumare con parole inaspettate. E sono proprio le passioni consumate con inevitabile ingordigia, che tracciano i dettami di una nuova possibile relazione; con le schegge, i bordi taglienti e quella inconfutabile voglia di farlo di nuovo per vedere se ci si può avvicinare ancora di più.