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Ci si innamora delle persone sbagliate perché quelle giuste sono già impegnate con le altre persone sbagliate

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Ricorrenze & bilanci

Più o meno dai primi anni del duemila, internet è stata – ed è – una finestra sul mondo, un mezzo attraverso il quale ho conosciuto persone fantastiche e scoperto artisti che ancora ascolto (oggi su Spotify e non più su My Space). Ma la rete – ora più che mai – è anche un luogo dove molti di noi rendono pubblico quello che fanno, dai traguardi lavorativi e sentimentali fino alle interminabili e patinatissime vacanze puntualmente riportate su Instagram.

Essendo io un artista emergente, osservo spesso gli spostamenti di alcuni miei simili, e stando a quanto riportato sulle loro pagine, fanno una vita fantastica. C’è chi è partito per un tour in Asia, chi ha firmato con importanti etichette e chi addirittura si è trasferito negli Stati Uniti (e ha poi ottenuto un contratto discografico e pubbicato un album). Forse qualcuno si starà domandando se tutto questo in qualche modo mi urti, mi roda… e posso serenamente affermare di sì, senza alcuna ombra di dubbio. Mi chiedo come facciano. Personalmente, faccio i conti ogni giorno con la paura di perdere il lavoro, di non riuscire a pagare il mutuo, emetto sonori vaffanculo quando mi viene notificata una multa, entro in crisi mistica non appena penso alle tasse, mi domando se morirò prima di aver finito di pagare le spese straordinarie di condominio, e via così.
E pensare che sono pure una persona fortunata.

Lo so: siamo cresciuti sentendoci ripetere che dobbiamo avere fiducia in noi stessi, non abbandonare i nostri sogni e altre cose su questo genere. Ma la verità è che la musica è roba da ricchi. Scrivo quasi ogni giorno – slegato da qualsiasi logica o fine – ma produrre un disco è proibitivo, se lo vuoi fare bene. Anche prendere parte a festival, audizioni e provini richiede tempo, e forse c’è un’età per ogni cosa. E quell’età non sono sicuramente i trenta inoltrati. Provo a essere indulgente con me stesso, ma non ci riesco quasi mai.

Una persona, tempo fa, mi disse che non ero riuscito ad avere grande successo perché non avevo avuto abbastanza fame. Una frase detta così, in mezzo ad altre cose, che se però ancora ricordo vuol dire che un po’ di male (inavvertitamente?) me lo ha fatto. Come se fosse tutta colpa mia. E forse la colpa è anche mia, ma mica tutta. Non è vero che possiamo avere tutto se lo desideriamo fortemente: possiamo avere delle cose, ma non tutto. Non tutto dipende da noi.

Dieci anni fa esatti, vendevo la mia automobile per racimolare un po’ di soldi (che comunque non sarebbero stati sufficienti) partendo alla volta di Los Angeles, dove studiai con il mitico Seth Riggs e passai quella che forse è stata (ad oggi) l’estate più bella della mia vita. Una ventina d’anni, e quella sensazione meravigliosa che ti fa pensare sia ancora tutto possibile (perché forse, effettivamente, lo è).

Quando un anno fa ho pubblicato Nella Stanza – il mio album di debutto – non sapevo bene cosa aspettarmi. È stato un lavoro lungo, nel quale ho investito tanto denaro, tempo e soprattutto tanta energia, mentale e fisica. È buffo perché la sera prima dell’uscita del disco – senza alcuna pianificazione – mi sono ritrovato a chiacchierare sotto un lampione giallo insieme a qualcuno che mi aveva spezzato il cuore, parlando di quanto certi legami restino per sempre, seppur su un piano diverso da quello della reale quotidianità. Sono anche riuscito a sfuggire a quel bacio che tanto avevo desiderato.

A distanza di un anno (ma sembra di più) sento di non essere rimasto immobile, nonostante non abbia venduto milioni di copie e non sia diventato la nuova stella nascente del pop. C’è stato un momento, circa due, tre mesi fa, in cui mi sono sentito nel futuro; mi sono ritrovato cambiato, e con me sono cambiate le priorità. Ho lasciato andare vecchie convinzioni e ne ho abbracciate di nuove, così come ho conosciuto nuove persone e prospettive. Non ho ancora imparato ad accettare il tempo che passa e ti fa invecchiare la faccia, ma ci sto lavorando.

D’altro canto Nella Stanza andava pubblicato affinché da quella stanza uscissi, per andare verso nuovi capitoli della vita. E se è vero che sono un po’ meno tormentato, mi ritrovo a lottare con la disillusione tipica dei trentenni che vivono questo difficile momento storico, ma senza rinunciare a fare ciò che più amo: scrivere canzoni che parlino al cuore. E forse il problema non è la fame – o la fama, per utilizzare uno scontatissimo gioco di parole e per riagganciarmi a quanto detto poco sopra – ma il modo in cui ci sentiamo: sì, perché avere talento non basta – bisogna sentirselo addosso – e ostentare sicurezza e spavalderia tipiche dei leader.
Io non è che mi senta così bravo. Sono severo con me stesso, non mi sento mai abbastanza preparato e, ragionandoci, spesse volte mi comporto da vero stronzo, con me stesso. Sarà mica che sono io il mio nemico? Quanta fastidiosa auto-referenzialità!

Ci scrivo subito su una canzone.

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Potete trovare Nella Stanza qui:

iTunes https://itunes.apple.com/it/album/nella-stanza/1386081454

Amazon https://www.amazon.it/Nella-stanza-Andrea-Devis/dp/B07D46Z39T/ref=sr_1_1?s=dmusic&ie=UTF8&qid=1529079278&sr=1-1-mp3-albums-bar-strip-0&keywords=andrea+devis

Google Play https://play.google.com/store/music/album/Andrea_Devis_Nella_stanza?id=Bh23cdbuv5xnwk6bxt7ld3xtj2q

Spotify https://open.spotify.com/album/1N6UvBCIPxBV4vucKZ5ltl

E seguitemi anche su Instagram, che mi piace un sacco: https://www.instagram.com/andreadevismusic/

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Aggiornamenti YouTube

Potete trovare sul mio canale YouTube – tra gli altri – il video di Zucchero Di Canna Nel Caffè (Soli A Metà), sempre diretto da Giovanna Tralli, che si era già prodigata per Dopo Di Te, il singolo di lancio (nel link in fondo alla pagina).

Buon ascolto!

“Zucchero Di Canna Nel Caffè (Soli A Metà)” è un brano che – a partire già dal titolo ­­– ­evoca indubbiamente immagini e scenari diversi.

Si tratta di una delle ballate di “Nella Stanza” album d’esordio del cantautore Andrea Devis. Tra richiami anni Ottanta e la suggestiva chitarra di Edoardo Morelli (che ha curato gli arrangiamenti dell’intero progetto) il testo è in grado di trasportare l’ascoltatore in quel limbo tipico delle relazioni ormai logore ma difficili da interrompere.

Le parole si fanno immagini, e nel videoclip (diretto ancora una volta dalla giovane regista Giovanna Tralli) troviamo il mare: scorci di una vacanza che forse è solo una fantasia, o un ricordo ormai lontano. Spiagge deserte, corpi che si sfiorano, dettagli appartenuti a un’estate vicina ma già irrimediabilmente perduta. Un collage di paesaggi come una metafora, legato alla melodia e al testo grazie alla presenza dell’artista che – in riva al mare mentre il sole alle sue spalle è sorto da poco – racconta malinconico il significato di “Soli A Metà”.

Canzoni nude

Continua la promozione per il mio sudatissimo debutto discografico, e questa volta – a poca distanza dall’uscita del secondo singolo Zucchero Di Canna Nel Caffè (Soli A Metà) – mi sono prodigato insieme ad Edoardo Morelli nella rivisitazione di quattro brani tratti dall’album. Infatti, sono già disponibili sul mio canale YouTube due video, ai quali ne seguiranno altri, ogni venerdì (anticipati da una piccola clip su Instagram).

Le canzoni che funzionano, devono il loro successo a svariate componenti, non sempre legate ai contenuti o alla scrittura del pezzo. Quando un artista indipendente produce un album, lo fa cercando di racchiudere in un numero variabile di tracce la sua storia. Nella Stanza è proprio questo: un contenitore di brani scritti semplicemente per necessità, senza pensare a un genere o a un fine, e soprattutto senza la pretesa di piacere a tutti i costi.

Il mio primo singolo – Dopo Di Te – è una power ballad che deve molta della sua personalità all’arrangiamento sfacciatamente anni ‘80, e all’uso della cassa quasi dance che crea un’eccitazione costante fin dalle prime battute. Per gioco, un giorno abbiamo provato a riproporla in una versione minimale – chitarra e voce – accorgendoci che il pezzo funzionava comunque, e pure bene. E se è vero che le canzoni hanno una loro anima, non è mai stata più a nudo.

Potete ascoltare Nella Stanza in streaming su Spotify o scaricarlo su iTunes e tutti gli stores digitali.

Nella Stanza

Oggi è uscito il mio primo album, dal titolo “Nella Stanza”.
Lo potete trovare più o meno ovunque!

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iTunes https://itunes.apple.com/it/album/nella-stanza/1386081454

Amazon https://www.amazon.it/Nella-stanza-Andrea-Devis/dp/B07D46Z39T/ref=sr_1_1?s=dmusic&ie=UTF8&qid=1529079278&sr=1-1-mp3-albums-bar-strip-0&keywords=andrea+devis

Google Play https://play.google.com/store/music/album/Andrea_Devis_Nella_stanza?id=Bh23cdbuv5xnwk6bxt7ld3xtj2q

Spotify https://open.spotify.com/album/1N6UvBCIPxBV4vucKZ5ltl

E inoltre, trovate una bella intervista qui: http://www.mydreams.it/nella-stanza-segna-lesordio-del-cantautore-andrea-devis/

Grazie di cuore, a tutti quelli che vorranno sostenere la mia musica: significa tanto per me!

Di seguito, riporto il comunicato stampa:

Nella Stanza” – l’album di esordio del cantautore milanese Andrea Devis – è un disco che sfugge alle definizioni di genere. Per quanto il pop risulti predominante, infatti, gli elementi di musica elettronica, e talvolta addirittura gospel e soul, non mancano. Una vocalità sempre in primo piano ma al servizio delle parole, che raccontano per lo più di relazioni rimaste in sospeso.

Totalmente autoprodotto, “Nella Stanza” sarà disponibile in tutti i webstore dal 15 giugno.

Il brano d’apertura è proprio il singolo d’esordio dell’artista, “Dopo Di Te”, ricco di suoni dance ma allo stesso tempo con contenuti tutt’altro che spensierati.

Grazie a questa canzone Andrea Devis è stato premiato nell’ambito della manifestazione Area Sanremo come uno dei migliori artisti emergenti italiani. Non si tratta però dell’unico brano che ha già ricevuto un merito: “Zucchero di Canna Nel Caffè (Soli A Metà)”, dal sapore malinconico e nostalgico, ha ricevuto durante il Salone del Libro di Torino 2017 una menzione speciale per il suo testo (Premio InediTO Colline di Torino). E infine “Ci Si Innamora Delle Persone Sbagliate”, nato dall’esperimento dell’autore, che a partire da un suo aforisma – molto rilanciato sul web – è poi diventato una canzone parte della tracklist.

All’interno dell’album è possibile trovare inoltre ritmi estremamente variegati tra loro: si passa da esperimenti più pop (“La Risposta”) ad arrangiamenti electro funk (“Non Aver Paura Di Me”) fino ad arrivare ad atmosfere tendenzialmente più acustiche (“Almeno Tu (Stanotte)”).

Gli anni 80 e le sfumature glam rock (“Posso Fare A Meno Di Te” – “Pezzi Di Cuore Tra i Cuscini Del Divano”) si alternano a brani dal retrogusto R&B anni 90 (“Le Parole Allontanate”, “Nella Stanza”).

Nel disco d’esordio di Andrea Devis c’è infine spazio anche per testi completamente in inglese come “Hate To Say I Need Your Love”, “Love Is All” (cover del pianista e compositore greco Yanni) e “This Day”, brano di chiusura e classico del re del gospel Edwin Hawkins, riportato in questo caso in versione acustica, con l’accompagnamento della sola chitarra e del coro Gospel ConFusion Vocal Ensemble.

Il disco è stato interamente scritto da Andrea Devis insieme a Edoardo Morelli, che ha arrangiato, prodotto e mixato tutti i tredici brani che lo compongono. “Nella Stanza” è stato masterizzato ai Massive Arts Studios di Milano da Alberto Cutolo (Mina, Franco Battiato, Pino Daniele…).

 

In anteprima esclusiva su All Music Italia il video del mio primo singolo

Questa mattina su All Music Italia è uscito in anteprima esclusiva il video del mio singolo di debutto, “Dopo Di Te”. Il videoclip è stato diretto dalla mia amica regista Giovanna Tralli. È un piccolo passo, ma sono felice. Potete trovarlo qui: http://www.allmusicitalia.it/news/anteprima-video-andrea-devis.html

La canzone fa parte del mio primo album, “Nella Stanza”, dove ogni brano racconta una storia. Una miscela di pop con elementi presi in prestito da altri generi, come il Gospel, l’elettronica e il R&B.

C’è sempre uno spunto biografico nei testi del disco: attingo dalle mie esperienze o dalle vite degli altri, ma quando racconto una storia non lo faccio mai a senso unico. “Dopo Di Te” ne è un esempio. Nell’inciso canto: “senza di te non c’è più futuro è un salto nel buio” riportando a quello stato di confusione e incertezza tipico delle relazioni ormai giunte al termine, e al tempo stesso ancora presenti. Onestamente credo sia inverosimile pensare che senza l’amore non esista futuro o che tutto sia una spaventosa incognita, ma con la mia canzone ho desiderato raccontare di una delle tante facce del sentimento – “te” non è una persona – è solo un personaggio del mio racconto, non ha volto e non ha una collocazione, si propone in maniera neutra affinché ognuno possa identificarlo con chi vuole. Ci sono altri brani – come ad esempio “Zucchero Di Canna Nel Caffè” (ironicamente sottotitolata “Soli A Metà”) – dove racconto di una coppia che ha smesso di comunicare, di persone che hanno smesso di guardarsi. Si tratta di una miscellanea di parole che non ha me come protagonista, perché a volte un cantautore è semplicemente un narratore.