Mi sarei dovuto innamorare di te (e invece mi sono innamorato di me stesso)

di Andrea Dévis

Quando impariamo a volerci bene, finalmente riusciamo a innamorarci di nuovo. Generalmente di noi stessi, rendendo la competizione impossibile per chiunque altro. Approcci timidi, brillanti o semplici corteggiamenti hanno vita breve quando nessuno si rivela all’altezza dell’amore che dispendiamo a noi stessi. Se è vero che le relazioni di vecchia data si faticano ad interrompere anche per una questione di abitudine e quotidianità, funziona allo stesso modo quando si è single?

Una contingenza di fattori ci rende dipendenti dall’indipendenza, eletta a gran voce come antitesi alla vita di coppia. Diventa difficile uscire dal dinamismo di un devo rendere conto solo a me stesso che suona bene come un notturno di Chopin, o allontanarsi da più prosaici mi basto e altre ritrovate certezze. L’indipendenza è dissonante, la diffidenza pericolosa. Capovolgiamo tutto, quando perdiamo la testa, e più cerchiamo di tenere a bada le fantasie, più loro si scatenano. Stravolgiamo l’ordine e creiamo disordine, che con il tempo impariamo a chiamare nuovamente ordine.

Nella confusione, tra rimpianti, rimorsi e sedicenti pentimenti, ci innamoriamo degli errori che non abbiamo fatto.