È difficile

di Andrea Dévis

Sto provandoci, ormai da un paio di mesi a questa parte. Tutto è iniziato dopo aver messo nero su bianco le mie mestizie sentimentali. Poi c’è stata la fuga dai social network. Alla fine è arrivata la primavera e ho deciso di provare ad adeguarmi. Se sei stanco di essere depresso, smetti di esserlo. Non bisogna lasciarsi scoraggiare da chi dice che è difficile. La vita, è difficile. È lapalissiano. Se ci pensassimo bene – guardandoci indietro e dentro – ci renderemmo facilmente conto che abbiamo superato tutto sommato situazioni ben peggiori. Ma dove è finita la determinazione che in passato ci ha permesso di raggiungere i traguardi della vita?

Avevo circa diciotto anni quando mi misi in testa di riuscire a cantare un brano molto complesso, di una cantautrice americana. Toccava note irraggiungibili per la maggior parte del genere umano, tra cui un Do della settima ottava. Mi dicevano è difficile. Era vero, e non pensai mai che non lo fosse, così come non pensai mai – nemmeno per un momento – che potessi non riuscirci. Mi dicevano anche che la strada della musica non mi avrebbe portato lontano, e che scrivere e cantare non poteva diventare un mestiere. Un anno dopo ero in televisione, sul podio del festival di Castrocaro. Avevo sbaragliato la concorrenza cantando proprio quel brano, quello difficile.

Prima ancora – quando finii le scuole medie – la mia insegnante di italiano mi disse di lasciar perdere il liceo – è difficile – e di iscrivermi invece a una scuola professionale. A me sembrava una cazzata colossale. Ero convinto di quello che volevo. Gli anni del liceo artistico sono stati fantastici. Gli anni dell’università probabilmente ancora di più.

Mi dicevano che volevo troppo, e che avrei dovuto ridimensionare le mie pretese, perché l’amore è fatto di tanti piccoli compromessi. È difficile. Eppure dieci anni fa mi sono innamorato sinceramente, ed è andata avanti per tanto tempo. Abbiamo fatto tantissime cose insieme, e ci siamo cambiati vicendevolmente, diventando persone migliori. Talmente migliori che ancora oggi – seppur in modo diverso – continuiamo a volerci un gran bene.

Mi han detto è difficile anche quando ho deciso di comperare una casa con la veranda di vetro, a Milano. Io ho solo pensato a quanto la desiderassi, e a quanto fossi già fortunato. Ora sto scrivendo mentre dalla vetrata osservo la via, domandandomi quanto lontano ancora riuscirò ad andare.

Non so perché a volte ci si dimentichi dell’importanza del desiderio. Siamo noi quelli che costruiscono il futuro. Le cose accadono se le desideri davvero, e se tu per primo inizi a guardare il mondo con gli occhi di chi ancora crede nella magia più grande: l’amore. Può sembrare retorico e melenso, ma è così.

Io ci provo, anche se qualcuno starà già pensando che è bello, sì, ma è difficile.