L’importanza delle cose che già abbiamo

di Andrea Dévis

Questa mattina, mentre uscivo di casa, mi sono accorto che la via nella quale vivo è ormai totalmente impraticabile. Stanno facendo i marciapiedi, mettendo degli alberi ai lati della strada e rinnovando tutta la pavimentazione stradale. Ho dovuto fare il giro largo, per arrivare alla fermata dell’autobus.

Mi piace passare sul ponte che attraversa la roggia; fa pensare al torrente che scorreva di fianco alla casa dei miei genitori: la violenza e lo scroscio dell’acqua mi incantavano per intere ore quando ero bambino. Ma oggi Milano è tutt’altro che rumorosa. Mentre cammino, il profumo del prato appena tagliato mi sorprende piacevolmente. Il grigio del cielo e il verde accesissimo dell’erba sono un inaspettato binomio perfetto. Non piango più, mentre cammino sull’asfalto impregnato di passi passati e cose non dette (o dette male). Le lacrime si lasciano dunque interpretare dalle poche gocce di pioggia, che cadendo dal cielo sulle mie guance quasi fanno il solletico.

Arriva un momento in cui ti rendi conto che sei tu che decidi. Se non vuoi essere infelice, devi iniziare a non aver paura di dire che sei felice. Penso alle cose straordinarie che già ho. Inizio a essere una persona migliore adesso. Sono stanco di vivere momenti transitori. Io provo a cambiare a partire da questo istante. Con l’acqua del naviglio che scorre, il cielo grigio, le piante appena potate, il fango del cantiere sotto casa, le lacrime del cielo e l’ennesimo paio di Converse che sputtanerò in qualche pozzanghera che non vedrò in tempo.

Forse l’amore non arriva quando meno te lo aspetti, e nemmeno quando sei pronto a riceverlo: arriva semplicemente quando inizi tu per primo ad amare.