La relazione perfetta: 30% di amore e 70% di intelligenza

di Andrea Dévis

In giro ci sono tanti bravi ragazzi, ma in un’epoca in cui dovrebbero essere uomini già da un pezzo. Persone che vedono nelle altre persone la causa del loro insuccesso sentimentale. Ma quando proprio non si riesce a incontrare qualcuno con cui funzioni fino in fondo, quando guardando indietro si ritrovano solo mezze storielle, quando tra un enfatico sto cercando l’amore e l’altro ci si scopa pure i pali della luce, a queste persone non viene in mente che il problema potrebbe essere loro?

L’amore devi meritartelo. L’amore è faticoso. L’amore è avere voglia di provare a diventare una persona migliore, per se stessi e per chi si ha vicino. Ma non basta. In questi anni zero si sono rese indispensabili altre cose: coraggio, perseveranza, affidabilità, volontà e soprattutto intelligenza. Per questo la gente non si innamora più: perché è stupida. Siamo circondati da coglioni, che si accoppiano tra loro (spesso rischiando di procreare, perpetrando la specie) e che si rivelano semplicemente incapaci di guardare oltre loro stessi. È la generazione di chi scappa semplicemente restando immobile, del confronto mancato, del sesso a debita distanza, dei baci di poco valore, della cultura ma non dell’intelligenza. Quello è il punto.

Cerchi qualcuno che ti ascolti più di quanto tu faccia con te stesso, e poi, quando arriva il momento di ascoltare, via a gambe levate. Questa è l’epoca degli occhi bassi, che temono di trovarsi di fronte alla consapevolezza dell’imperfezione. Si potrà anche essere pronti a sopportare i difetti degli altri, ma è senza dubbio indispensabile aver prima preso coscienza dei propri.