La consapevolezza di chi non torna

di Andrea Dévis

È un martedì mattina travestito da domenica di primavera, con il sole, la strada deserta, quindici gradi e tutto il resto. Mi immergo fino a pochi millimetri dal naso nell’acqua calda della vasca e spio tra le persiane della finestra che da sulla via principale. Rubo un’immagine al mio passato, quello stesso passato che cerco di dimenticare ma nel quale finisco per crogiolarmici sempre. Che puttane, le lacrime! Ho scoperto che però puoi affogarle nell’acqua della vasca senza grandi sforzi. Bisogna solo immedesimarsi un po’ di più negli altri, ed essere meno egocentrici. Se qualcuno non torna, è perché non vuole tornare. Quante volte hanno provato a far tornare me, sui miei passi? Svariate.

Chi non torna è consapevole della sua scelta. Smettiamola di rompergli i coglioni.