Mi domando

di Andrea Devis

Mi domando che senso abbia girovagare nella notte alla ricerca di risposte che non si trovano in nessun luogo. Strade semi deserte ma non abbastanza silenziose da alimentare l’idea che siano tue. Un appuntamento ormai consueto, quello con la Milano d’agosto, che diventa tutta un presuntuoso abbassarsi di saracinesche e un fuggire via da una vita che non piace (ma senza farsi troppe domande sul perché sia così).

Mi domando quale sia il senso di tante frasi lasciate a metà, di tanti baci dati ma poi dimenticati, e di quegli abbracci presi anche se più per rassegnazione che per desiderio. Mi chiedo che senso abbia cercare di essere qualcun altro, quando forse sono gli altri a non andare bene. Mi chiedo quale senso ci sia in quell’inquietudine alla quale ho regalato troppe notti, e se siano serviti i rimproveri della coscienza.

Mi domando quale sia il senso delle tante persone che hanno gravitato intorno alla mia vita; il senso di quelle per le quali ho versato preziose e immeritate lacrime, il senso di quelle che ho dimenticato, di quelle che mi hanno dimenticato, e di quelle che ho finto di dimenticare senza riuscirci mai davvero.

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