Qualcosa di molto personale

di Andrea Devis

Questo post è improvviso ma non improvvisato. Si snoda tra le tante parole scritte e le tante descrizioni fatte tirando in mezzo persone giuste e sbagliate, ipotetiche e reali. Dedico un pensiero a chi mi sta vicino, a chi mi è stato vicino, a chi ha transitato nei miei pensieri, e a chi -da sempre e per sempre- fa parte del mio mondo.

C. : La tua scelta è coraggiosa. Non devi aver paura. Devi rassegnarti al fatto che sei una persona speciale: non sempre ci si sente capiti, e a volte anche coloro che dovrebbero esserci più vicini sembrano distanti anni luce, e la loro incapacità di cogliere chi siamo, fa scemare anche la nostra voglia di svelarci. Io -tra mutamenti ed esaurimenti- ci sono sempre. Prosegui a testa alta per la tua strada, il tuo ideale ti guiderà.

S. : Metti da parte la paura. Ti auguro di trovare l’obiettività per riuscire finalmente a vederti. Le radici di una persona stanno semplicemente nei suoi ideali, non in un luogo e nemmeno in una relazione. Sono felice dell’impegno che mettiamo nello starci lontani, ma a volte, mentre ascolto la musica, penso sia tutta una gigantesca cazzata, così guardo il telefono sperando di leggere una tua missiva: “sono una grande testa di cazzo, ti devo vedere, non riesco a farmela passare così”.

C. : Diventare madre è qualcosa che ti cambia per sempre, che monopolizza i pensieri e che ti fa crescere; è qualcosa che ti stravolge, fornendoti un punto di vista inedito su questioni vecchie e nuove. Credo. Sono però certo: non sarà che la prima di tante nuove tappe; diventerai una persona migliore. Hai il coraggio e la determinazione per essere chi vuoi.

S.J. : Sei una di quelle persone che mi capiscono al volo, ma alle quali una parte di me resta involontariamente nascosta, invisibile: è proprio da quella inaccessibile zona del profondo che ti dico di non essere spaventato. Forse tra le cose che scrivo, ogni tanto qualche verità la imbrocco e l’amore arriva veramente solo quando siamo pronti a capirlo e ad allevarlo. Ci conosciamo da quasi vent’anni: compatiamoci meno e cerchiamo più risposte per tutte quelle domande che non vogliamo mai farci.

A. : Ogni tanto penso che la cosa più giusta da fare sarebbe stata mettermi con te. Per quanto tutto possa scorrere bene sotto tanti punti di vista, ci sono meccanismi -legati all’amore e ai sentimenti- decisamente inspiegabili e ai quali tutt’oggi sono ancora costretto a sottostare. Non centrano né le campane di vetro, né i fantasmi del passato. Ti auguro che la felicità possa sempre vincere la battaglia contro il cinismo.

M. : Non ti dimenticherò mai perché fai parte di me, e lo sai. Non sarò mai più esattamente la persona che ero dieci anni fa (sì, perché la nostra relazione dura da dieci anni ormai) e anche se non sempre ti piace ammetterlo, lo sai. Non dimenticherò e non relativizzerò niente, questo non lo sai, ma forse, ancora lo speri.

A. & V. : Ognuno di noi raccoglie un’eredità. Ci sono figli che seguono orme, altri che acquisiscono averi e altri ancora che coltivano solo rancore. Vengo da una famiglia né borghese né colta, ma quello che ho raccolto è la mia ragione di vita, è la mia aspirazione, è il concreto esempio che spiega l’indefinibile per definizione. Vivo per trovare, nutrire e proteggere l’unica cosa per la quale vale sempre la pena esistere: l’amore.

Annunci