Autosufficienti a partire dal cuore

di Andrea Devis

Mi sono domandato tante volte di cosa io abbia veramente bisogno; le risposte, raffazzonate qua e là, non mi hanno mai veramente convinto. Ce ne raccontiamo tante, e a volte a qualche cazzata finiamo pure per crederci davvero. Ho rovistato nella testa alla ricerca di un concetto in grado di darmi un poco di pace, ma niente. Ero pure disposto a credere a quelle massime dozzinali che riempiono le pagine dei libri che leggiamo in estate (e dei quali per il resto dell’anno ci dimentichiamo) ma non sono riuscito a trovare nulla che tacitasse le mie ansie.

Di cosa ho veramente bisogno? Per una volta, ho provato a concentrarmi sulla domanda: se la soluzione fosse proprio in quella parola? Il bisogno -ovvero la necessità- è quel qualcosa di irrinunciabile, condicio sine qua non per la felicità, o quanto meno viatico per il benessere dello spirito. Se è vero che nella vita mutiamo ciclicamente -e con noi le nostre esigenze- come si può trovare un equilibrio con qualcuno? Trascorro il tempo lavorando su me stesso, sull’immagine che gli altri percepiscono di me, sulla proiezione -il più delle volte pesantemente distorta- del mio IO.

Troppe volte ci dimentichiamo di pensare a cosa gli altri abbiano bisogno, finendo arrogantemente per pretendere che le necessità di chi amiamo corrispondano alle nostre.

Non avere bisogno di nessuno -essere autosufficienti a partire dal cuore- non preclude la possibilità di innamorarsi, ma forse apre tutte le porte: dimenticando ciò di cui presumiamo di aver bisogno, potremmo finalmente liberarci dai pensieri, uscire dalle gabbie e lasciare che ad amarci sia chi semplicemente ci fa sentire bene.

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