Nella stanza (processi creativi)

di Andrea Devis

Era da tanto che non trascorrevo la notte scrivendo. È strano vedere quanto il tempo diventi relativo quando il cervello è impegnato nella creazione di qualcosa. Mi sono messo al piano e ho provato a mettere in ordine un groviglio di parole e note che avevo abbozzato tanto tempo fa. Inutile dire che molte di quelle parole se ne sono andate, e tante note pensate per abitare un certo rigo sono fuggite, trovandosi una collocazione inaspettatamente più logica e congrua.

Probabilmente è la prima volta che scrivo raccontando la dinamica di un processo di creazione. In realtà è tutto un unico lavoro: riflettere sulle persone, sulle relazioni e sulle mancanze, mi porta a conclusioni che a volte viene voglia anche di musicare.

Qualcuno mi diceva che solo dal dolore può nascere l’arte, e che la storia lo insegna. Questo non è un periodo particolarmente florido per quanto riguarda i sentimenti e le sensazioni forti, e la mia vita ne risente; la mancanza di un amore vero e totale ha però un risvolto positivo quando si tratta di volere mettere nero su bianco la propria insoddisfazione provando a trasformarla in qualcosa di artistico: le canzoni più belle sono quelle scritte ispirandosi a un ideale, al profilo di qualcuno che non si conosce o che non si è (ancora) incontrato.

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