Ci si innamora finalmente un’altra volta quando si ha la certezza di non essere ricambiati

di Andrea Devis

Legami, storie, frequentazioni… in qualsiasi modo le si voglia chiamare, le relazioni sono quello che la maggior parte della gente, dice di cercare. Ma sappiamo veramente cosa significa “relazionarsi” sentimentalmente, seriamente, con qualcuno? È davvero qualcosa di così stimolante e appagante? Troppe volte parliamo solo di ciò che si vive all’inizio (o alla fine) di un rapporto d’amore, ma quello che ci sta in mezzo è importante e faticoso. Una relazione è innanzitutto chiaramente un relazionarsi con sé stessi; mettersi in discussione porta il più delle volte a una crescita, passando sempre per il dolore: sentirsi inadatti, percepire la propria personalità come “arretrata”, magari vivere un sentimento che mette in una posizione rischiosa, come quella di chi deve mantenere un delicato equilibrio tra la propria identità e quella altrui, senza cadere nella fusione totale che renderebbe impossibile il riscoprirsi ogni giorno. Tutto questo è sopportabile? Quando sull’altro piatto della bilancia c’è la crescita, il diventare persone migliori, la necessità di sentire qualcuno vicino -davvero nel bene e nel male- la sopportazione è inscindibile dal concetto di relazione? Fino a che punto possiamo veramente spingerci? È indispensabile soffrire per poter perdere di vista chi siamo? Non facciamone un dramma: si vive per cambiare e l’importante è trovare qualcuno per cui tutto questo iter valga la pena, perché a volte noi stessi siamo una ragione semplicemente troppo poco convincente.

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