La bisessualità del cuore

di Andrea Devis

Sì, pare proprio sia così. Ma questo non è un post sul sesso, né tanto meno sulla sessualità. Non è uno scritto che indaga perversioni e direi che non è nemmeno un’indagine sociale.
Voglio parlare delle persone, come al solito. Ci sono persone che hanno carattere, fascino, sensualità, e per le quali talvolta scomodiamo anche francesismi come allure o charmant. È difficile trovarne, ma ce ne sono, di persone così; è proprio in quei momenti che ci rendiamo conto della bisessualità del cuore; A volte, oltre al cuore, anche il corpo lo è, ma questo adesso non importa.

Ho sentito tante storie, negli ultimi tempi (non necessariamente legate agli anni 10 che stiamo vivendo) che mi hanno fatto riflettere su questioni già affrontate mille volte, e riguardo le quali -a quanto pare- sono in molti a pensarla come me.
Per lo più sono storie di donne -sempre innegabilmente un passo avanti- che si sono messe ad amare altre donne. Forse perché stanche della superficialità degli uomini, o forse perché mosse da un amore sincero e fatto finalmente di un confronto che non contempla competizione. Queste donne poi a volte tornano con degli uomini, ma comprendono la bisessualità del cuore. Il cuore non bada al genere, ma pensa alla sostanza (che poi non è altro che la somma del genere, della fisicità, delle parole e della tanto discussa “chimica”). Ho anche sentito parlare di un uomo, che dopo essere stato per tanti anni unicamente interessato all’universo femminile, si è innamorato (e intendo proprio innamorato, non una cosetta così o una ciulatina furtiva mentre era ubriaco) di un ragazzo. La storia è come nella migliore tradizione finita in tragedia, perché il ragazzo in questione è tragicamente morto, e -forse proprio a testimonianza della bisessualità del cuore- il nostro protagonista è tornato a concentrarsi ancora una volta solamente sull’universo femminile.

Le persone speciali fanno questo effetto, indistintamente, su tutti. O forse no -non su tutti- ma solo su altre persone speciali. Non dovremmo domandarci dove si trovino le persone speciali, ma limitarci a chiederci se pure noi lo siamo, o quanto meno cercare di impegnarci per diventarlo; perché si sa, le persone speciali sono sempre e comunque quelle giuste.

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