Impara a credere in te stesso (e poi convinci anche gli altri)

di Andrea Devis

È un bel problema quello dell’essere dei single trentenni in una città come Milano.

Devi essere sempre in perfetta forma, papabile ai più, interessante e con qualcosa da dire. Fosse solo questo, sarebbe tutto molto poco spiacevole, visto e considerato che mantenersi in buono stato è un’attività che compiace innanzitutto noi stessi. Il problema sono le persone. Il problema è il tempo. Il problema è quel pensiero costante che gira per la testa: “puoi avere di meglio”. Davvero possiamo avere di meglio? Aspettare la persona giusta significa dunque rinunciare alle tante persone (forse) sbagliate che potremmo incontrare ogni giorno se solo aprissimo gli occhi? Le persone sbagliate, sono anche inutili? Forse sono utili nel breve termine?

È come se fossimo costantemente concentrati sulla ricerca, in chi abbiamo di fronte, di quelle caratteristiche che sappiamo appartenere al partner perfetto. Ma siamo sicuri -anche qualora le trovassimo- che siano la chiave della felicità? Boiate. Bisognerebbe sperimentare, e lasciarsi sorprendere. Non ci si conosce poi granché, ed essere un poco più aperti alle possibilità, non può che essere un bene. Abbiamo una vita per analizzare, fermarci, capire, sbagliare, cercare, e dire a voce ferma quelle stronzate nelle quali non crediamo ma che in fondo ci fanno sentire bene.

Più ilarità dunque, più vita sociale, più sorrisi gratuiti, più sfacciataggine e meno grigiore; e se non dovessimo venire capiti, potremo sempre tirar fuori quella storia del tempo che corre e che non lascia tempo per le domande sciocche.

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