Emanciparsi non significa diventare un’altra persona ma migliorare sé stessi

di Andrea Devis

A volte mi domando se non sia tutta colpa delle lacrime. Le lacrime scese per un amore passato, o le lacrime scese di nascosto dal mondo durante un momento di solitudine tutto sommato conquistato con troppa facilità. Le lacrime arrugginiscono gli occhi, e non ci permettono di guardare oltre. Restiamo accecati dalla delusione e dalla paura, restando fermi di fronte al mondo che continua a girare e a dare possibilità ad altri – ad altri che le sanno cogliere meglio di noi.

Ho sempre vissuto nel terrore del tempo: sfugge tra le dita, e c’è sempre un motivo valido per rimproverarsi di qualche cosa fatta, non fatta, fatta male, o fatta troppo tardi.

La ricerca dell’amore è un’abitudine, e in una città come Milano -dove tutti si sentono speciali e al centro di tutto- è difficile imparare ad amare qualcuno oltre sé stessi; spesso ci si lamenta per la mancanza di uomini o donne validi, ma poi non si fa nulla per diventare noi in primis una persona migliore.

A volte vorremmo che parte migliore di noi, fosse qualcun altro.

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