Versione 2.2

di Andrea Devis

Tanti anni fa, la mia insegnante di canto mi disse “se lo hai fatto una volta, puoi rifarlo di certo; devi solo capire come” -lei parlava di vocalizzi e arpeggi- ma ora mi domando se quella stessa affermazione non possa valere anche per la vita e le relazioni tra le persone. Spesso compiamo virtuosismi con il cuore, e ci ritroviamo in situazioni particolari senza sapere bene come ci siamo arrivati. Ma se avessimo la consapevolezza -e il controllo- dei nostri mezzi, riusciremmo a gestire a piacimento il susseguirsi dei nostri (in)successi? Una relazione fallita -o semplicemente conclusa- può essere ricostruita -magari con nuovi personaggi- seguendo strade già percorse? Esiste una tecnica per amare? Forse sì, ma senza dubbio esiste uno stile, che ci rende riconoscibili e nel quale si sintetizza la nostra cifra.

Volgiamo lo sguardo -vuoi per abitudine o vuoi per feticcio- sempre in una direzione, cercando un orizzonte ben preciso. Indipendentemente dal luogo e dal momento storico nel quale ci troviamo, cerchiamo le solite conferme nell’altro -e più passa il tempo- più ne cerchiamo una versione matura, aggiornata, impeccabile.

Io, vorrei essere la versione 2.2 di me stesso.

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