Amore: fino a esaurimento scorte.

di Andrea Devis

Molto prima dell’esaurimento scorte e decisamente anche molto prima dell’esaurimento nervoso, c’è l’Amore. Quello con la “A” maiuscola, che è anche la prima lettera del nostro alfabeto.

Qualcuno ha detto che l’Amore si consuma. Altri dicono che l’Amore ti consuma. Probabilmente come molti sostengono, la verità sta nel mezzo. Non credo che l’Amore accetti definizioni, figuriamoci con quale coraggio -proprio io- potrei mettermi a parlarne qui, in questo momento della mia vita, senza cognizione di causa e con poca fiducia nella sua figura.

L’Amore non si cura, semmai lui cura le persone, cogliendoci di sorpresa e facendoci incazzare per le sue mutabili forme. E’ materia e anti materia. Gli esseri umani hanno il privilegio di poter amare e ogni tanto anche la responsabilità di essere amati. Vive nutrendosi delle nostre pulsioni e si radica nel profondo della nostra mente, prima ancora che nel cuore. L’Amore non accetta rimproveri e non si lascia accantonare. Dà e toglie. Illumina e acceca.

Non voglio pensare all’Amore come qualcosa per pochi eletti; l’Amore non è un apostrofo rosa, non è una virgola rossa e non è nemmeno un punto nero. L’Amore non discrimina. Racchia, povero, ricco, culattone o puttana che tu sia, prima o poi riceverai la sua visita. Non ti coglie sempre di sorpresa e non vola via nel mentre di uno sguardo distratto al paradiso.

L’Amore ci tiene legati i polsi e le caviglie con un nodo hogtie e sfama le nostre bocche incredule, inermi e incapaci di proferire parole all’altezza della sua bellezza.

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