Battuage all’Autogrill

di Andrea Devis

battuageHo scoperto un nuovo mondo quando l’altra sera, di rientro da una cena con la mia amica del cuore, mi sono fermato in questo delizioso autogrill (per gli appassionati del genere: si trova sulla A9, prima dell’uscita di Lainate, in direzione laghi).

C’è chi erroneamente pensa che le aree di sosta siano tutte uguali, tristemente inghiottite dal meccanismo della globalizzazione, ma invece…

La mia amica, lapidaria nel suo debutto, ha esordito a tal proposito dicendo: “Sai che in quell’autogrill ci sono i camionisti arrapati che si fanno fare i pompini?”.

Trascurando le motivazioni che hanno portato la mia amica a essere così bene informata sulle vicende di cui sopra, ho lasciato che a prendere il sopravvento fosse il desiderio di dare una svolta un po’ rustica alla serata. Con un briciolo di perplessità, ci siamo messi a fare i guardoni, unicamente a titolo giornalistico per il mio blog (che sarebbe sta roba che state leggendo).

Ecco la cronistoria della nostra permanenza nel parcheggio.

Ore 00:27 Arrivo nell’area di sosta. Parcheggio in posizione tattica, sicure alle portiere attivate e luci rigorosamente spente.

Ci guardiamo attorno. Un sacco di SUV. Un taxi. Gente a piedi (??). Auto sparse a macchia di leopardo con la scarlattina.

Ore 00:31 Ci rendiamo conto che nei SUV ci sono per lo più coppie. Lui, generalmente, è sulla quarantina, lei, leggermente più giovane, è solitamente un cesso con capacità motorie. Si muovono sinuosi come gatti con la labirintite, e si scambiano i partner come fossero figurine panini. Belli, gli scambisti dell’hinterland milanese! Che poi, secondo me, sono gli stessi che si incontrano ancora con gli annunci in fermo posta e guardano nottetempo squallidi programmi dalle velleità erotiche su televisioni locali a basso costo.

Ore 00:37 Un signore panciuto (tipo che ha mangiato un cocomero intero e non l’ha mai più digerito) cammina disinvolto nei pressi della toilette, sfoggiando con orgoglio una camicia arancione a maniche corte. Anche volendolo, nella categoria degli “insospettabili e discreti” questo proprio non ci entra; non fosse altro che per la mole. Dal taxi, intanto, scende claudicante il conducente. Orrendo. No: non c’è soggettività che tenga. Orrendo. Lo ripeto. Parte così il cronometraggio della gente in bagno.

00:40 Un ragazzo giovane (non male, sembra) esce dalla toilette e  sale sulla sua BMW bianca decapottabile. La mia amica lo insegue per importunarlo ma purtroppo non fa in tempo a parlargli; e lui non deve nemmeno fermarsi alla pompa a fare benzina.

00:46 Dopo ben nove minuti, esce dal bagno il tassista, sempre claudicante ma con l’aria rasserenata. Dopo poco ricompare il signore panciuto, che come una sorta di peripatetica dell’autostrada, riprende la sua passeggiata sotto i neon dell’autogrill; gli stessi neon capaci -con la loro inquietante lucetta intermittente- di far sembrare Halle Berry una sciacquetta di mezz’età dall’aspetto logorato.

00:50 Mi accorgo che nel gabbiotto adiacente le pompe di benzina c’è un ragazzo: ignaro commesso, incredulo sprovveduto o navigata portinaia? Con questo doveroso quanto significativo interrogativo, concludo l’esperimento sociale, giro la chiave e riparto con la mia amica verso casa.

Che serata, ragazzi, all’autogrill.

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