Predisposti geneticamente alla felicità

Questa mattina mi sono alzato con una strana idea in testa.

Quando stavo negli Stati Uniti, la mia amica Ingrid mi disse che noi biondi abbiamo una serie di meravigliose sfumature di colore nella nostra chioma, in attesa di essere semplicemente sollecitata dal balsamo giusto. Io -che non avevo tutta questa esperienza in materia- mi lasciai convincere a provare “Go Blonder” di John Frieda, e da quel giorno, senza artifici, riportai alla luce sfumature dorate degne del più biondo e californiano dei surfisti.

Che con la felicità sia pressoché uguale? Sono convinto che i geni siano insiti dentro ognuno di noi. Il problema è la predisposizione, poche volte spontanea e quasi sempre azzoppata dal desiderio di sembrare -chissà per quale oscuro motivo- degli eterni insoddisfatti. Essere lagnosi attira altre lagne, e altre rogne, che a lungo andare ti logorano.

Dove si compra il balsamo per sollecitare le sfumature della felicità?

Bisogna essere capaci di predisporsi alla stimolazione dei geni. Dimostrarsi desiderosi di felicità, accogliendo a braccia aperte la vita. Non so come si faccia, ma inizio ad averne un’idea: circondarsi di persone che ci vogliono bene è un grande inizio; persone che ci ricordino il nostro valore e che non ci permettano di buttarci giù, nemmeno quando lo facciamo per darci un inutile tono tenebroso. Evitare i giochetti e le manipolazioni delle situazioni, nell’amore e nei rapporti in generale, facendo della chiarezza la nostra bandiera. Smontare le impalcature del cervello e del cuore. Costruire rigidi schemi per poi non vedere l’ora di uscirne spietatamente.

Frizionare dopo lo shampoo, sui capelli umidi, una piccola quantità di balsamo, lasciando agire per qualche minuto e ripetendo l’operazione se necessario. Risciacquare abbondantemente. Evitare il contatto con gli occhi ma non con il resto. Asciugare a testa in giù con l’aria calda del phon per ottenere un maggior volume. Riportarsi a testa alta e uscire predisposti geneticamente alla felicità.